Marco
Vitruvio Pollione è stato architetto e scrittore, attivo nella seconda
metà del I sec. a.C.
È ed è stato il più famoso teorico dell'architettura di tutti i tempi.
Le poche notizie sulla sua vita si deducono dalle note autobiografiche
che riportava sui propri trattati.
Probabilmente è stato ufficiale sovrintendente alle macchine da guerra
sotto Giulio Cesare e poi architetto-ingegnere sotto Augusto.
Il De Architectura è l'unico testo latino di architettura giunto
pressoché integro, fino a noi.
Ancora oggi è un testo importante e di grandissimo valore per la
realizzazione di opere che guardano all'impiego di materiali naturali,
bioclimatici e passivi.
dal Libro Primo - del De
Architectura di Marco Vitruvio Pollione,
nella traduzione di Berardo Galiani, stampato in Venezia il 1854
|
Il trattato De Architectura fu
scritto, probabilmente tra il 29 ed il 23 a.C.
Leggendo le sue pagine, ci ritroviamo di fronte ad una attualità
inaspettata, divertente e riflessiva.
|
CAPO III
delle parti e rispetti dell'architettura
CAPUT III - DE PARTIBUS ET TERMINATIONIBUS
ARCHITECTURAE
Scrive Vitruvio:
Le parti
dell'Architettura sono tre, FABBRICAZIONE (Aedificatio), GNOMONICA (Gnomonice) e MECCANICA (Machinatio).
La FABBRICAZIONE è divisa in due parti, una è la situazione delle MURA
e delle OPERE PUBBLICHE (Moenium et
Communium Operum in publicis locis collocatio): l'altra è degli
EDIFICI PRIVATI (Privatorum
Aedificiorum Explicatio).
Ne' PUBBLICI si hanno tre riguardi, alla DIFESA (Defensionis), alla RELIGIONE (Religionis) e al COMODO (Opportunitatis).
Si ha riguardo alla DIFESA colla forma delle mura, delle torri e delle
porte, ritrovata a proposito per resistere sempre agli assalti de'
nemici.
Riguarda la RELIGIONE la collocazione dei tempii degli Dei e degli
edifici sacri.
Riguarda finalmente il COMODO la disposizione di tutti quei luoghi, che
sono per uso pubblico, quali sono i porti (portus), le piazze (fora), i portici (porticus), i bagni (balnea), i teatri (theatra), i passeggi (inambulationes) ed altri luoghi
simili, che per gl'istessi motivi si destinano ne' luoghi pubblici
In tutte queste cose si hanno ad avere presenti la FORTEZZA (Firmitas), IL COMODO (Utilitas) e la BELLEZZA (Venustas).
La FORTEZZA dipende dal calare le fondamenta fino al sodo, e fare, senza
avarizia, esatta scelta de' materiali.
Il COMODO dall'esatta distribuzione de' membri dell'edificio, senza che
ne resti impedito l'uso, anzi abbia ciascuno l'aspetto suo proprio e
necessario.
La BELLEZZA finalmente dall'aspetto dell'opera, se sarà piacevole
e di buon gusto, e el misure de' membri avranno le giuste proporzioni.
|
LE RUBRICHE DEL SOLE
|