Circa il 50% della materia prima estratta dalla crosta terrestre viene trasformata in materiali da costruzione.
L'energia per la trasformazione, lavorazione, il trasporto e la messa in opera equivale a quasi il 40% dell'energia usata/prodotta.
Nel momento della demolizione/dismissione delle opere, i materiali del settore edilizio che entrano nel ciclo dei rifiuti ammontano al 50% di tutti i rifiuti generati.
Nel settore edilizio si usano grandi quantità di acqua, per la maggior parte potabile.
L'ENERGIA GRIGIA è l'energia utilizzata per produrre e mettere in opera i materiali.


RISANAMENTO DELLE PARETI (3)

L'edificio è un complesso organico di materiali, organizzati secondo strutture e funzioni. Ogni materiale ha delle peculiari caratteristiche e deve essere scelto appropriatamente, in funzione dell'uso cui deve assolvere, compatibilmente con le capacità degli altri materiali cui si abbina.
Non sempre ciò che è tecnologico è conforme alle nostre esigenze ed a quelle dell'edificio, se pure assolve perfettamente alle normative di stabilità e di risparmio energetico.

Molti problemi di umidità delle pareti sono causate dal tipo di materiale utilizzato o dal suo errato abbinamento.

I PROBLEMI DEI MATERIALI NON TRASPIRANTI

L'umidità esiste ed è sempre e necessariamente presente all'esterno, nelle case e dentro ai muri. Non è possibile eliminarla definitivamente. C'è e ci deve stare, ma con le dovute quantità, in modo da garantire un perfetto equilibrio tra salubrità dell'ambiente e salute dell'uomo.

Quello che è possibile fare per mantenere questo equilibrio è consentire all'umidità il suo passaggio attraverso gli ambienti, le pareti, i solai, il terreno, senza ostacolarne il percorso, fino alla sua vivace dispersione nell'atmosfera.
Se questo transito dovesse venire impedito, allora si iniziarebbero a creare quei problemi, come sanno tutti coloro che vedono sui muri chiazze di condensa, coltivazione di muffe, sbriciolamento prima delle pitture e poi degli intonaci, fino ad arrivare, nei casi estremi, a trovare gocce di acqua riversate sui pavimenti.

QUALE È IL MECCANISMO CHE CREA QUESTE CONDIZIONI?

Uno dei principali motivi è da rinvenire nell'uso di vernici ed intonaci non traspiranti.
L'uso spregiudicato dell'intonaco cementizio, poco traspirante e con una capacità di deformazione bassa (= modulo elastico elevato) è uno dei principali fattori.
L'acqua presente nella muratura, nel suo percorso verso l'atmosfera circostante, incontra come ostacolo insormontabile proprio questo intonaco, che non riesce a superare. Il vapore acqueo condensa e si accumula tra il mattone e la parte interna dell'intonaco.



Lo stesso ostacolo viene intercettato dal vapore acqueo prodotto all'interno dell'ambiente confinato, però questa volta il vapore a contatto con la superficie fredda dell'intonaco condensa e le goccioline di acqua iniziano a grondare all'interno della casa, perchè il paramento superficiale non è in grado di assorbirle.

Se prendiamo in considerazione le densità dei materiali con cui vengono realizzati i muri ci accorgiamo che un sistema che prevede l'uso di mattoni allegeriti e rivestiti da intonaco di cemento non può funzionare. Questo per due motivi principali:
  • primo: perché l'acqua transita da un materiale più denso ad uno meno denso e quindi il vapore acqueo assorbito dal mattone alleggerito (molto poroso e con una piccola massa termica: 0,8 - 1,6 Kg/dmc) non riesce a transitare verso l'esterno, perché nel suo cammino incontra un materiale più denso;
  • secondo: perchè l'intonaco di cemento (con densità maggiore: 1,8 - 2,2 Kg/dmc), non essendo traspirante, non fa passare il vapore e inizia a dare vita a delle piccole sacche di acqua che con il tempo aumentano.
Se a questo aggiungiamo il fatto che il vapore acqueo, condensando, è in grado di sciogliere, nella sua forma liquida, i sali contenuti normalmente nei componenti dei mattoni, o trasportati dal terreno per risalita capillare, abbiamo dato modo a nuove patologie di venire a galla.
Infatti, i sali, trasportati verso la superficie cristallizzano, e cristallizzando aumentano di volume. Durante questo ultimo passaggio i sali sviluppano una forza tale da spaccare l'intonaco, lasciando aperta una via di fuga all'acqua che si riversa sulla superficie visibile del muro. Ecco qua che abbiamo la nostra macchia umida che non si asciuga mai e che diventa campo prediletto per le muffe.

Un muro bagnato è anche un muro freddo ed è un muro che non si riscalderà mai.

I MATERIALI TRASPIRANTI

I materiali usati per confezionare le malte e gli intonaci devono essere elastici e traspiranti.

Se pure dovesse crearsi una situazione tipo quella vista precedentemente (cristallizzazione di sali che creano pressione a danno dell'intonaco) possiamo ben immaginare che, usando un materiale molto elastico, l'intonaco si deformerebbe al suo interno senza spaccare, il vapore acqueo riuscirebbe a volatilizzarsi e non si verificherebbero macchie di condensa sulle pareti.

Fino al secolo scorso non esistevano materiali ottenuti per sintesi, notoriamente poco traspiranti, nonché di dubbia composizione chimica. La traspirabilità è soprattutto una caratteristica dei materiali naturali (grassello di calce, calce aerea, calce idraulica, terra cruda, argilla cotta, legno, etc).
Infatti i problemi sono arrivati quando l'uomo ha iniziato a produrre materiali di derivazione minerale o sintetica (petrolio e similari). Poi le necessità lucrative della speculazione immobilare hanno dato il colpo d'ascia, privilegiando materiali di veloce applicazione e a rapida presa, ma quasi mai sani e con prestazioni poco durature.

Purtroppo ormai siamo convinti che un intonaco messo in opera, anche dopo soli pochi mesi sia normale che spacchi. Non ci facciamo più caso, e questo perché non abbiamo più la possibilità di confrontarci con i materiali veri. Siamo così abituati che è normale che sia così, succede a tutti!!

La velocità di posa ha conquistato anche il mercato dei prodotti naturali. In commercio si trovano grasselli di calce dove non è segnalato il periodo di stagionatura. Quando è così, vuol dire che il grassello ha stagionato 20 giorni. Un intonaco fatto con un grassello poco stagionato spaccherà come l'intonaco di cemento e farà dire a tutti che non vale niente utilizzare questi materiali.

I tempi giusti di stagionatura di un grassello di calce sono:
  • almeno 6 mesi per la malta di allettamento
  • maggiore di 12 mesi per l'intonaco
  • maggiore di 24 mesi per la finitura e le pitture (c.d. tonachino)
È meraviglioso anche l'uso della terra cruda che tra i materiali è la più traspirante.

La calce idraulica è da preferire per gli esterni, per gli scantinati e per tutti gli ambienti soggetti a una forte concentrazione di umidità quali bagni e cucine.

Il coccio pesto è ottimo per gli ambienti soggetti a umidità insistente. È perfettamente impermeabile, traspirante ed è uno tra i più elastici materiali, molto simile alla prima pelle.



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