Circa il 50% della materia prima estratta dalla crosta terrestre viene trasformata in materiali da costruzione.
L'energia per la trasformazione, lavorazione, il trasporto e la messa in opera equivale a quasi il 40% dell'energia usata/prodotta.
Nel momento della demolizione/dismissione delle opere, i materiali del settore edilizio che entrano nel ciclo dei rifiuti ammontano al 50% di tutti i rifiuti generati.
Nel settore edilizio si usano grandi quantità di acqua, per la maggior parte potabile.
L'ENERGIA GRIGIA è l'energia utilizzata per produrre e mettere in opera i materiali.


RISANAMENTO DELLE PARETI (1)

Prima di addentrarci in questo argomento così sofferto ed abusato nella fantasmagorica ricerca di soluzioni impensabili, bisogna prima di tutto soffermare l'attenzione su alcuni aspetti.

ELEMENTI COSTITUTIVI DI UN APPARATO MURARIO

Partiamo con l'analizzare la COMPOSIZIONE DI UN MURO.

Il muro è un elemento costituito, solitamente, da MATERIALI INERTI, di una certa consistenza e dimensione (pietre grezze o lavorate, mattoni di argilla cotta o cruda)  legati tra loro da un legante, definito generalmente "malta di allettamento" o "malta".
La MALTA costituisce il "giunto" tra una fila di mattoni e quella soprastante. Distribuisce il carico delle parti soprastanti sull'intera sezione orizzontale del muro, compensando le asperità delle superfici d'appoggio dei blocchi, in particolare di quelle irregolari della pietra.
L'INTONACO è invece quello strato esterno, predisposto per la protezione dei materiali (mattoni e malta) che costituiscono il muro. Funge inoltre da supporto per la pittura (che a sua volta dovrebbe proteggere l'intonaco) e per le decorazioni.



L'INTONACO

L'ORGANISMO EDILIZIO è un sistema che, a parità del corpo umano, funziona e/o dovrebbe funzionare come un ORGANISMO VIVENTE.

L'uomo si nutre, ovvero assume carburante che, unito all'ossigeno, brucia e crea calore. Il calore viene dissipato per mezzo dell'acqua contenuta nel corpo che, scaldandosi evapora attraverso la pelle ed attraverso la respirazione, ristabilendo la temperatura interna. Questo meccanismo mantiene inalterata la quantità di calore e di umidità all'interno del corpo. Il calore, dissipato attraverso l'evaporazione si trasferisce all'ambiente circostante. È necessario mantenere inalterato questo equilibrio. Se non si permettesse al calore di uscire l'essere umano non potrebbe vivere.

La pelle dell'uomo permette la fuoriuscita del vapore, ma non consente l'ingresso di liquidi, quindi si può affermare che la pelle è un materiale impermeabile, ma traspirante.

Noi viviamo circondati da TRE PELLI.
  • La prima è quella che tutti conosciamo, ovvero il derma;
  • La seconda è costituita dai vestiti che indossiamo;
  • La terza è rappresentata dall'apparato murario dell'ambiente confinato in cui viviamo o soggiorniamo: casa, scuola, ufficio etc.
Tutte e tre le pelli devono respirare, devono permettere all'umidità interna di uscire.
Se questo non avvenisse, si creerebbe lo stesso malessere che si vive nei giorni di clima caldo umido, o quando, nei giorni d pioggia, si indossa un impermeabile non traspirante e l'umidità interna si condensa sulla pelle, causando quella sensazione di appiccicaticcio, intervallata da brividi di caldo e di freddo.

L'intonaco è la pelle dell'edificio; le finestre sono la sua bocca. Non è  sufficiente mandare via l'umidità formatasi all'interno dell'ambiente confinato utilizzando solo le finestre, così come l'uomo non può sopravvivere espellendo il calore e l'umidità solo usando la bocca. L'umidità e l'aria malsana, formatasi all'interno delle nostre abitazioni, deve dirigersi verso l'esterno anche attraverso i muri, attraverso la pelle dell'edificio. Se questo non dovesse accadere, sui muri, come sulla pelle coperta da un impermeabile cerato, l'umidità condenserà, ristagnerà e darà vita a muffe, funghi e sali, che gonfiandosi sbricioleranno l'intonaco.

LA MALTA DI ALLETTAMENTO

La MALTA che forma il giunto deve garantire l'unione degli elementi rigidi e resistenti che costituiscono la struttura portante del muro. Per assolvere egregiamente a questa funzione deve possedere un modulo elastico inferiore a quella degli elementi che unisce.

Cosa significa questo?

Gli elementi strutturali (es: mattoni) si devono deformare di meno dei loro elementi di raccordo, che devono essere più elastici (es: una buona malta).
Gli elementi rigidi hanno un modulo elastico alto (= si deformano di meno). Gli elementi elastici hanno un modulo elastico basso (= si deformano di più).
La malta, se realizzata nel modo corretto e con i giusti materiali, deformandosi e mantenendo invariata la capacità di ristabilire le proprie condizioni pre-deformazione, assorbe i movimenti dovuti alla dilatazione termica ed agli assestamenti statici del mattone. Questo significa che la malta deve fungere da elemento di raccordo tra i componenti che effettivamente formano il muro (mattoni poco deformabili), garantendone la stabilità e la resa, senza diventare la malta stessa elemento che funziona da mattone.
È un elastico che si distende seguendo i movimenti di assestamento degli inerti, garantendone l'unione ed assicurandone la stabilità necessaria.

Il modulo di elasticità è una grandezza caratteristica dei materiali. Esprime il rapporto tra tensione e deformazione nel caso di condizioni di carico monoassiale ed in caso di comportamento del materiale di tipo "elastico".
Il modulo di elasticità longitudinale (o modulo di Young) è definito a partire dalla legge di Hooke:
E = s/e con
s: sforzo, viene misurato in pascal. Dimensionalmente è s = F/A , cioè forza su superficie
e: deformazione, è una grandezza adimensionale, spesso la si esprime in percentuale. Dimensionalmente: e = Dl/l , cioè variazione di lunghezza su lunghezza iniziale.
Il modulo di Young viene determinato dal grafico sforzo-deformazione, mediante la formula appena vista, nel tratto in cui il materiale subisce una deformazione elastica (ovvero rimuovendo lo sforzo il materiale deve essere in grado di ritornare alle dimensioni iniziali).
(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.)

Per intenderci, maggiore è la capacità di deformazione di un materiale minore risulta essere il modulo elastico.


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