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| Circa il 50% della materia prima estratta dalla crosta terrestre viene trasformata in materiali da costruzione. L'energia per la trasformazione, lavorazione, il trasporto e la messa in opera equivale a quasi il 40% dell'energia usata/prodotta. Nel momento della demolizione/dismissione delle opere, i materiali del settore edilizio che entrano nel ciclo dei rifiuti ammontano al 50% di tutti i rifiuti generati. Nel settore edilizio si usano grandi quantità di acqua, spesso potabile. |
L'ENERGIA GRIGIA è l'energia utilizzata per produrre e mettere in opera i materiali.
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LE CARATTERISTICHE PERCHÉ UN MATERIALE POSSA DEFINIRSI "COMPATIBILE" (1)
CARATTERISTICHE DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE
I materiali da costruzione non devono dare luogo a: - gas tossici; - particelle e gas pericolosi; - radiazioni; - inquinamento e tossicità che si riversa nell'acqua, nell'aria e nel suolo; - formazione di umidità sulla superficie delle costruzioni; - difetti nell'eliminazione delle acque di scarico, dei fumi e dei rifiuti solidi o liquidi. Devono essere: - composti da materie prime naturali e provenienti da fonti rinnovabili; - tali da provocare un limitato impatto ambientale durante tutto il ciclo di vita; - non nocivi per l'uomo e l'ambiente; - idonei all'utilizzo. CICLO DI VITA DI UN MATERIALE (LCA = Life Cycle Assessment)
Il ciclo di vita di un materiale si compone delle seguenti fasi: - pre-produzione - produzione - utilizzo - dismissione FASE DI PRE-PRODUZIONE - estrazione delle materie prime - trasporto delle materie prime - trasformazione in materiali ed energie FASE DI PRODUZIONE - trasformazione dei materiali in componenti - assemblaggio del prodotto - imballaggio del prodotto - stoccaggio del prodotto - distribuzione del prodotto FASE DI UTILIZZO - eventuale ritiro dell’imballaggio - uso del prodotto - manutenzione FASE DI DISMISSIONE - eventuale ritiro e smaltimento del prodotto - eventuale riciclaggio del prodotto - eventuale riuso o ri-fabbricazione del prodotto
Ogni qualvolta si ipotizza di impiegare un materiale da costruzione (e non solo), bisogna avere ben presente che, se si ricerca la "Qualità Ecologica", il prodotto finito deve essere rapportato alla riduzione degli effetti ambientali associati a tutte le fasi del processo di vita del prodotto stesso. Bisogna anche considerare che gli ambienti confinati (case/scuole/uffici/altri luoghi al chiuso) sono sempre più malsani a causa di elevate concentrazioni di sostanze chimiche - invisibili e, molto spesso, inodori - contenute nei materiali con cui sono realizzati gli ambienti in cui viviamo (inquinamento indoor). Viene da sé che non esiste un materiale sostenibile al 100%. Il solo fatto che ogni elemento della costruzione abbia origine dalla terra e alla terra venga sottratta, deve far pensare che qualsiasi intervento dell'uomo "moderno" non possa essere sostenibile. Possiamo però limitare i danni, scegliendo materiali che, rispetto ad altri, provocano un impatto inferiore all'ambiente e quindi che PRESENTANO UN CARICO ENERGETICO IL PIÙ LIMITATO POSSIBILE in tutte le fasi di vita. Questo impatto si misura in termini di:
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