Gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere consistono non solo nel risparmio energetico, inteso come utilizzo inferiore e meno prolungato di sistemi di climatizzazione attivi, ma anche e soprattutto in quello che potremmo chiamare comfort abitativo, sentirsi a proprio agio e stare bene, senza complicazioni di salute, all'interno delle mura.

Un approccio Bioclimatico all'azione del costruire, che consideri l'orientamento, il soleggiamento, la provenienza e la forza dei venti, lo scorrere delle stagioni, i giorni caldi ed i giorni freddi, con le relative temperature, moderate od eccessive, la frequenza delle precipitazioni atmosferiche e la siccità, può essere un buon punto di partenza.
Purtroppo siamo soliti tuffarci in queste ricerche solo in caso di crisi energetica; allora, una cosa così naturale ed ovvia viene tramutata in pura moda e fanatismo di conoscenza!

Il termine BIOCLIMATICO deriva da BIOCLIMATOLOGIA, disciplina proposta dal climatologo di origine russa Wladimir Köppen (1846-1940). Partendo dallo studio del clima relativo ad un dato luogo, Köppen si proponeva di spiegare il perché di una determinata distribuzione vegetazionale nelle diverse regioni.
 

LA DISPOSIZIONE DEGLI AMBIENTI DOMESTICI

Questi obiettivi risultano raggiungibili qualora si introducano preventivamente delle tecnologie opportune, volte, in particolare alla riduzione del fabbisogno energetico annuo dei fabbricati. Tali interventi comprendono
  1. la regolazione climatica degli edifici secondo i principi della bioarchitettura;
  2. il mantenimento della permeabilità profonda dei suoli;
  3. l’utilizzo di fonti energetiche naturali e rinnovabili;
  4. la produzione e l’utilizzo simultanei di energia meccanica o elettrica e di energia termica (cogenerazione);
  5. l’utilizzo di sistemi termici a riscaldamento radiante;
  6. il recupero delle acque reflue e meteoriche per usi irrigui, civili ed industriali;
  7. l’impiego di materiali da costruzione durevoli e costanti nel tempo, traspiranti e non nocivi alla salute;
  8. l’utilizzo ottimale di componenti, sistemi e materiali per raggiungere adeguati livelli di isolamento termico, indispensabili valori di inerzia termica e di sfasamento;
  9. l’uso del verde con finalità di regolazione microclimatica e di protezione dall’inquinamento acustico ed atmosferico.
INDICAZIONI DI MASSIMA

CONCEPIRE GLI EDIFICI adeguando la costruzione al contesto climatico e distributivo dell’area sulla quale devono essere realizzati.

PROGETTARE GLI EDIFICI in modo da consentire sia una riduzione del consumo di combustibile per il riscaldamento invernale:
  1. intervenendo sull’involucro edilizio,
  2. sul rendimento dell’impianto di riscaldamento,
  3. sull’integrazione dei sistemi energetici gratuiti e sul tipo di impianto da adottare,
sia limitando, (se non addirittura eliminando) per il periodo estivo, l’uso spregiudicato di sistemi di condizionamento meccanico dell’aria, studiando, in fase progettuale, la predisposizione di dispositivi a ventilazione naturale:
  1. torri del vento,
  2. intercapedini con passaggio d’aria,
  3. pareti ventilate,
  4. frangi-sole,
per limitare il surriscaldamento delle pareti e garantire un più salubre e compatibile raffrescamento dell’ambiente.

VALUTARE, nel rispetto dell’altezza massima e delle distanze tra edifici, consentita dai regolamenti comunali, il sistema della reciprocità delle ombre portate, al fine di consentire e garantire agli edifici in condizioni meno vantaggiose, a causa della maggiore esposizione a nord o della minore altezza, condizioni accettabili di soleggiamento invernale.

EVITARE la realizzazione di alloggi con un unico affaccio verso nord, in cui l’angolo formato tra la linea di affaccio e la direttrice Est-Ovest sia inferiore a 30°.

POSIZIONARE L'EDIFICIO, a meno di documentati impedimenti di natura tecnica, con l’asse longitudinale principale lungo la direttrice Est-Ovest con una tolleranza di 45°. Le interdistanze fra edifici contigui, all’interno dello stesso lotto, devono garantire, nelle peggiori condizioni stagionali (21 dicembre), il minimo ombreggiamento possibile sulle facciate.


Gli ambienti nei quali si svolge la maggior parte della vita abitativa dovrebbero essere disposti a Sud-Est, Sud e Sud-Ovest, conformemente al loro fabbisogno di sole.
Gli spazi che hanno meno bisogno di riscaldamento e di illuminazione (box, ripostigli, lavanderie e corridoi) saranno disposti lungo il lato Nord e serviranno da cuscinetto fra il fronte più freddo e gli spazi più utilizzati. Le aperture massime saranno collocate a Sud, Sud-Ovest, mentre ad Est saranno minori e a Nord saranno ridotte al minimo indispensabile.

Utilizzo di vetri doppi, con cavità contenente gas a bassa conduttività o con analoghi requisiti.

Le facciate rivolte a Sud, Sud-Ovest ed Ovest potranno essere schermate da portici adeguatamente dimensionati in modo tale da permettere lo sfruttamento dell'energia solare durante il periodo invernale e, al contrario, nel periodo estivo, da intercettare i raggi solari prima che entrino a contatto con la parete muraria.

Le facciate rivolte ad Ovest potranno anche essere parzialmente schermate da altri edifici o strutture adiacenti, per limitare l’eccessivo apporto di radiazione termica estiva, se ciò lascia disponibile sufficiente luce naturale.

Le superfici trasparenti, rivolte a Sud-Ovest ed Ovest dovranno comunque essere schermate da sistemi frangi-sole in grado di evitare l’apporto eccessivo di radiazione termica estiva.

L’illuminazione naturale degli spazi chiusi deve essere tale da assicurare le condizioni ambientali di benessere visivo, riducendo quanto più possibile il ricorso a fonti di illuminazione artificiale.

Nelle nuove costruzioni è consigliato che le superfici trasparenti dei locali principali (soggiorni, sale da pranzo, cucine abitabili e simili) siano orientate entro un settore ±45° rispetto al sud geografico.

Tra le soluzioni rivolte a favorire l’utilizzo della luce naturale sono consigliate anche quelle che si avvalgono di sistemi di trasporto e diffusione della luce naturale attraverso specifici accorgimenti architettonici e tecnologici. Possono essere previste soluzioni tecniche diverse, in relazione all’utilizzo di sistemi di riflessione e trasporto della luce, purché tali soluzioni permettano comunque il raggiungimento degli stessi risultati (per esempio l’adozione di tipologie semplici che possano guidare verso il basso e l’interno la luce che entra nei pozzi centrali degli edifici o la creazione di condotti di luce nelle zone interne degli edifici più massicci).

È consigliabile l’uso di dispositivi che permettano di controllare i consumi di energia dovuti all’illuminazione, quali interruttori locali, interruttori a tempo, controlli azionati da sensori di presenza, controlli azionati da sensori di illuminazione naturale. Negli apparecchi per l’illuminazione è opportuna, ove possibile, la sostituzione delle comuni lampade a incandescenza con lampade a più alto rendimento o a risparmio energetico, con alimentazione elettronica.




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