RISANAMENTO E RISTRUTTURAZIONE DI UN LOCALE


CAUSE DI DEGRADO:
Umidità ascendente dal terreno su pareti perimetrali e pavimentazione - presenza di gas radon.

fase
1
DEMOLIZIONE E SCAVO

Prima di iniziare ogni nuovo intervento è importante rimuovere ogni elemento di disturbo: intonaci fino alla struttura, tutta la pavimentazione compreso il massetto, il vespaio, se esistente o la terra per una profondità, dal piano di calpestio, di circa 40 cm.
Questo livello diventa la base per la posa del pacchetto del vespaio areato.

Per questo intervento abbiamo provveduto a mettere in luce tutta la struttura e a portare i materiali di risulta in discarica autorizzata.




NEL NOSTRO CASO il pacchetto installato era costituito da:
  • un magrone di sottofondo;
  • casseri a perdere;
  • getto di calcestruzzo;
  • rete elettrosaldata;
  • isolante termico;
  • membrana impermeabile;
  • massetto con rete per la posa della pavimentazione;
  • pavimentazione


fase
2
RIFACIMENTO VESPAIO AREATO

La pavimentazione del locale in questione, allo stato di fatto si trovava a diretto contatto con il terreno. Per buona norma si è pensato di realizzare un'intercapedine areata tra il terreno e la superficie che delimita il locale, con l’inserimento di tubi flessibili inseriti sotto i casseri a perdere ed in comunicazione con l’ambiente esterno. Infatti in questo modo si ottiene il doppio vantaggio di evitare insalubri effetti dovuti alla formazione di muffe e condense, e di eliminare il rischio di infiltrazione di gas radon (pericoloso per la salute) dal terreno.







fase
3
REALIZZAZIONE INTERCAPEDINE AREATA

Dopo aver terminato il solaio areato, abbiamo realizzato una intercapedine lungo i muri perimetrali del locale, secondo un pacchetto costituito da isolante termico, intercapedine, mattone forato. Alla base dei tramezzi è stato ulteriormente posizionato un foglio di guaina impermeabile.





fase
4
INTONACI

Al fine di ottenere delle superfici traspiranti, l’intonaco è stato realizzato utilizzando una miscela di calce e sabbia opportunamente dosata. La finitura dell’intonaco è stata realizzata con polvere di marmo e calce.



CONTINUA ...



mi presento ...

Sono un architetto. Nella mia vita professionale mi capita spesso di confrontarmi con le più diverse realtà edilizie esistenti: edifici antichi mai ristrutturati e ricchi di sorprese e di fascino, edifici antichi ristrutturati "male", edifici costruiti di recente che presentano, nella maggior parte dei casi, un sacco di problemi.

Quando vengo a contatto con ognuna di queste realtà mi rendo conto di avvertire una “sensazione”  che cambia di volta in volta. Ogni spazio racchiuso riesce a trasmettere una percezione diversa, che può essere negativa, positiva e, molto spesso, di disagio.

Quello che ho capito ancora meglio è che questa “diversa sensazione” è dovuta, per fare solo alcuni esempi, ai materiali utilizzati per la realizzazione degli ambienti, all'esposizione dell'edificio rispetto ai punti cardinali, alla presenza o meno di alcuni accorgimenti atti a controllare la qualità dell’aria interna.

Quella appena descritta come “sensazione” altro non è che un livello di comfort (essere o non essere a proprio agio). Non tutte le case offrono lo stesso livello di comfort; ogni costruzione è frutto della somma di scelte oculate o, nella maggior parte dei casi, per niente pensate rispetto ai punti citati precedentemente.

Quando acquistiamo un'abitazione oltre a porci domande sull’aspetto estetico, sulla forma, sulla funzionalità, dovremmo anche chiederci:

Quali materiali sono stati utilizzati per  realizzare questo edilificio?
Che spessore hanno i muri?
I muri sono a contatto diretto con la terra o sono separati da un vespaio e da un'intercapedine
correttamente areati ed ancora funzionanti?
Ci sono adeguate aperture, magari in posizioni opposte, in modo da garantire un adeguato ricambio d'aria del locale?
Come gira il sole? Qualche volta entrerà in casa a portare luce e calore?
Il terreno su cui poggia di che natura è? perché se fosse di natura vulcanica ci sarebbe bisogno di allontanare il gas radon proveniente dalla terra.
I materiali utilizzati per realizzare gli intonaci sono naturali e traspiranti (calce e sabbia) o sono di natura petrol-chimica (cementi e cose simili)?

Forse... ripulendo i muri con la tempera hanno nascosto tracce di umidità!!!"

Dobbiamo necessariamente porci delle domande sui materiali impiegati nella costruzione, poiché è soprattutto da quale materiale è stato impiegato  che deriva la sensazione di benessere e la condizione di salubrità dell'ambiente.

Ci sono diversi fattori che contribuiscono al comfort in un involucro edilizio.

Se analizziamo la storia del costruire ci rendiamo conto che l'uomo ha sempre utilizzato materiali naturali, che senza saperlo erano traspiranti, igienici e non nocivi. Pietra, legno, argilla, calcare da trasformare in calce e sabbia presa dalle cave o dai fiumi. L'uomo aveva sviluppato le proprie capacità di adattamento in sintonia con la natura e viveva all'interno della natura. La propria casa era una terza pella che con il suo corpo respirava.

Con l'industrializzazione e la necessità di riciclare materiali di scarto di lavorazioni o  per sfruttare al massimo ogni componente di derivazione petrol-chimica, l'uomo ha iniziato ad inventare nuovi materiali e ad utilizzarli in tutte le costruzioni. Materiali non traspiranti, impermeabili, che emettono sostanze che non sono nate sulla crosta terrestre ma al di sotto di questa.

Il disagio dell'umidità dei muri, dell'aria per niente profumata, e del mal di testa che abbiamo quando ci svegliamo ogni mattina lo conosciamo tutti....

Mi sono sempre chiesto perché con il tempo siamo passati ad utilizzare sistemi diversi che funzionano molto male, se quelli antichi offrono prestazioni migliori. La risposta è semplice e scontata: "per una questione puramente economica". Infatti produrre un intonaco in cemento è conveniente perché al suo interno possono essere miscelate polveri di natura sospetta e la sua messa in opera è più veloce. In questo caso il guadagno di pochi sta davanti alla salute di tutti.

Essere consapevoli che c'è qualcosa che non va è un buon punto di partenza.

Gianluca
Associazione culturale IL SOLE SOTTO TERRA - via degli Arvali, 6 - 00175 Roma
info@ilsolesottoterra.it